Remarketing vs Retargeting: differenze, strategie e quando usarli

Nel marketing digitale capita spesso di sentire parlare di remarketing e retargeting come se fossero sinonimi. In realtà, anche se condividono lo stesso obiettivo – riportare l’utente verso il brand – si basano su logiche e strumenti diversi.

Pensiamo a una situazione comune: un utente visita un sito, guarda un prodotto o legge una pagina di servizio, ma poi abbandona senza compiere alcuna azione. In quel momento l’azienda ha due possibili strade per intercettare quella persona:

  • utilizzare annunci pubblicitari mirati che seguono l’utente durante la navigazione online (retargeting)
  • inviare comunicazioni dirette a contatti già presenti nel database aziendale (remarketing)

Comprendere la differenza tra queste due strategie è fondamentale, perché permette di scegliere il canale giusto, ottimizzare il budget e migliorare le performance delle campagne.

Cos’è il retargeting

Il retargeting è una strategia pubblicitaria che permette di raggiungere utenti che hanno già visitato un sito web o interagito con un contenuto online, ma non hanno completato una conversione. Questa tecnica funziona grazie a strumenti di tracciamento come:

  • cookie di navigazione
  • pixel di monitoraggio
  • tag pubblicitari installati sul sito

Questi sistemi registrano alcune azioni dell’utente, come ad esempio visite a specifiche pagine del sito, visualizzazione di prodotti e tempo di permanenza su determinate sezioni.

Sulla base di queste informazioni è possibile mostrare annunci personalizzati mentre l’utente naviga su altri siti o sui social network. I canali più utilizzati per il retargeting sono:

  • Google Ads Display
  • YouTube advertising
  • Meta Ads (Facebook e Instagram)
  • LinkedIn Ads
  • piattaforme di programmatic advertising

L’obiettivo principale del retargeting è riportare traffico qualificato sul sito e aumentare le probabilità di conversione.

Cos’è il remarketing

Il remarketing, invece, si basa sull’utilizzo di dati di contatto già acquisiti dall’azienda. È dunque una strategia di marketing che serve a ricontattare un utente che ha mostrato un una particolare attenzione ad un prodotto/servizio lascianto un contatto, creato un account, acquistato in precedenza.

Le attività di remarketing avvengono generalmente attraverso:

  • email marketing
  • SMS marketing
  • notifiche push
  • flussi di marketing automation

Alcuni esempi di remarketing includono:

  • email di recupero carrello abbandonato
  • promozioni dedicate ai clienti esistenti
  • sequenze email di lead nurturing
  • campagne di upselling e cross-selling

In questo caso l’obiettivo non è intercettare utenti anonimi, ma riattivare relazioni già esistenti con il brand.

Le principali differenze tra remarketing e retargeting

Sebbene i termini remarketing e retargeting vengano spesso utilizzati come sinonimi, in realtà indicano due strategie che si distinguono principalmente per il tipo di pubblico raggiunto, i canali utilizzati e i dati su cui si basano le campagne.

La prima differenza riguarda proprio il modo in cui l’azienda entra in contatto con l’utente. Nel caso del retargeting il contatto avviene attraverso la pubblicità digitale: grazie a cookie o pixel di tracciamento sui siti web è possibile riconoscere l’utente e mostrargli annunci personalizzati mentre naviga su altri siti, utilizza i social network o guarda contenuti video online. L’obiettivo è ricordargli il brand o il prodotto visualizzato e spingerlo a tornare sul sito per completare l’azione desiderata, come un acquisto o la compilazione di un form.

Il remarketing, invece, si basa su una logica diversa. Qui l’azienda non lavora più su utenti anonimi, ma su persone che hanno già fornito i propri dati di contatto e che quindi sono presenti nel database aziendale o nel CRM. In questo caso la comunicazione avviene tramite canali diretti che permettono di inviare messaggi personalizzati in base alle interazioni precedenti con il brand.

Comprendere questa differenza è particolarmente importante nelle strategie media, perché consente di scegliere il canale più efficace in base alla fase del percorso dell’utente e al tipo di relazione già esistente con il brand.

Perché usare remarketing e retargeting nel media planning

All’interno di una strategia di media planning, remarketing e retargeting rappresentano due strumenti estremamente efficaci perché permettono di lavorare su utenti che hanno già mostrato interesse per il brand.

I principali vantaggi includono:

  1. maggiore probabilità di conversione rispetto alle campagne rivolte a nuovi utenti
  2. riduzione del costo di acquisizione cliente
  3. maggiore personalizzazione dei messaggi
  4. miglior presidio del customer journey

Un approccio integrato consente infatti di coprire diverse fasi del funnel:

  • il retargeting intercetta utenti nella fase di valutazione
  • il remarketing consolida la relazione con lead e clienti già acquisiti

Conclusione

Remarketing e retargeting sono due strategie fondamentali del marketing digitale che permettono alle aziende di tornare in contatto con utenti che hanno già mostrato interesse per un brand, un prodotto o un servizio. In un contesto online sempre più competitivo, riuscire a mantenere viva la relazione con questi utenti può fare una grande differenza in termini di visibilità, engagement e conversioni.

Comprendere la differenza tra i due termini consente di scegliere di volta in volta l’approccio più adatto in base agli obiettivi e alla fase del percorso dell’utente. Spesso, infatti, le strategie più efficaci nascono proprio dall’integrazione di più strumenti, capaci di accompagnare il potenziale cliente lungo tutto il processo decisionale.

FONTI: NETCOMING